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Aumenta la diffusione dei buoni lavoro, voucher, quale strumento per pagare il lavoro occasionale accessorio cioè quelle prestazioni svolte in modo discontinuo e saltuario, al di fuori di un normale contratto di lavoro.
Dall’agosto del 2008, mese in cui sono stati utilizzati soprattutto per remunerare i vendemmiatori, ne sono stati venduti circa 3 milioni. Al 23 ottobre, secondo i dati di monitoraggio resi noti dall’INPS, ne sono stati venduti 1.383.651 da 10 euro, 256.449 da 50 e 88.256 da 20, per un valore totale di più di 28 milioni di euro con cui sono stati pagati quasi 43.000 lavoratori. Sempre i dati di monitoraggio segnalano, inoltre, che le regioni in cui è stato fatto maggiore ricorso a questo strumento sono quelle settentrionali a vocazione agricola e vitivinicola: Veneto, Toscana, Piemonte, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.
La situazione vendite indica infatti che è il settore dell’agricoltura ad assorbire il 52% del mercato dei buoni lavoro, segue, con il 14%, il settore del commercio e con il 20% quello dei servizi e del turismo.
La distribuzione per genere ed età indica che nell’uso non c’è molta differenza tra uomini e donne mentre risulta ben rappresentata la fascia che supera i 65 anni d’età (26 mila) e quella dei giovani fino a 25 anni (9 mila).
Lo strumento è stato promosso attraverso una campagna di comunicazione veicolata su TV, cinema, radio, stampa e Internet che è stata lanciata nel 2009 in due momenti: fine giugno primi di luglio e primi di settembre.
Questo primo anno di sperimentazione ha consentito l’emersione di un mercato che vale almeno 20 milioni di euro. Ma, accanto all’emersione, questa tipologia di rapporto di lavoro ha consentito al datore di lavoro la copertura INAIL senza far ricorso ai contratti tradizionali e al lavoratore la copertura assicurativa e contributiva.
Il valore nominale del voucher (10 euro) comprende la contribuzione in favore della gestione separata dell'INPS (13%), che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore, quella in favore dell'INAIL per l'assicurazione anti-infortuni (7%) e un compenso al concessionario (Inps), per la gestione del servizio (5%). Il valore netto del voucher, cioè il corrispettivo netto a favore del prestatore, è quindi pari a 7,50 euro. E’, inoltre, disponibile un buono del valore di 50 euro, equivalente a cinque buoni non separabili.
Le modalità di acquisto dei buoni da parte dei committenti e di riscossione da parte dei prestatori variano a seconda che si scelgano buoni cartacei o telematici.
Acquistati dal datore di lavoro e versati al lavoratore al compimento dell’opera, i buoni possono essere riscossi presso un qualunque ufficio postale esibendo un documento di riconoscimento. L’INPS, ricevuta la comunicazione da parte delle poste dell’avvenuto pagamento, provvede all’accredito dei contributi presso la Gestione separata e al versamento all’INAIL della quota assicurativa.
Nel caso in cui il datore di lavoro abbia acquistato un numero di buoni in eccesso rispetto alle proprie esigenze, può chiederne il rimborso rivolgendosi direttamente all’Inps.
I voucher possono essere acquistati singolarmente o in multipli da cinque (non divisibili). L’acquisto dei buoni da parte dei committenti può avvenire mediante due procedure: cartacea e telematica. I buoni cartacei vanno prenotati alla sede della Direzione Regionale dell’Inps attraverso un modulo, da inviare tramite fax alle Sedi regionali INPS, in cui viene tra l’altro indicata la sede provinciale prescelta per il ritiro. Dopo aver effettuato la richiesta, il datore di lavoro può ritirarli presso tutte le direzioni provinciali INPS, esibendo la ricevuta di pagamento su conto corrente postale intestato a “INPS DG LAVORO OCCASIONALE ACC”. I buoni possono essere ritirati anche dalle associazioni di categoria fornite di delega da parte dei singoli datori di lavoro.
La procedura telematica è accessibile dalla pagina Accesso ai servizi del sito web www.inps.it Con la registrazione, il datore di lavoro fa richiesta dei buoni, indicando i dati anagrafici e il codice fiscale del prestatore, la data di inizio e di fine dell’attività ed il suo luogo di svolgimento. Successivamente deve versare l’importo relativo al costo dei voucher richiesti. Il prestatore riceve da Poste Italiane la carta (INPS card), sulla quale è possibile accreditare gli importi delle prestazioni eseguite.
Possono acquistare i buoni: famiglie, privati, aziende, imprese familiari operanti nel settore del commercio turismo e servizi, imprenditori agricoli, enti senza fini di lucro, enti pubblici (solo per lavori di emergenza e solidarietà). I prestatori di lavoro possono essere: pensionati (titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio); studenti (di età compresa tra 16 a 25 anni, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado; se minorenni, devono avere l’autorizzazione del genitore o di chi esercita la patria potestà); le casalinghe; i disoccupati (titolari di disoccupazione ordinaria o a requisiti ridotti o disoccupazione speciale per agricoltura ed edilizia); i cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale; e, sperimentalmente per l’anno 2009, i cassaintegrati e i lavoratori in mobilità. Ogni lavoratore può svolgere attività di lavoro occasionale accessorio nel limite economico di 5.000,00 euro per singolo committente nell’anno solare; per i cassaintegrati o lavoratori in mobilità, il limite si riduce a 3.000 euro.
Il Ministero del Lavoro e l’INPS, vista la buona accoglienza da parte dei cittadini di questo strumento estremamente flessibile e di facile utilizzo, convinti che sia stata intercettata solo una piccola parte della possibile utenza, intendono aumentarne la diffusione ampliando l’offerta di sportelli presso i quali è possibile la riscossione. Agli uffici postali (circa 20.000) si aggiungeranno le 30.000 tabaccherie e gli sportelli bancomat.
La locandina dell'Inps che promuove i voucher lavoro
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