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PROGRAMMI E INIZIATIVE FSE
W2W - Azione di sistema Welfare to Work per le politiche di re-impiego (2015-2016) -  

I cambiamenti che da anni interessano i mercati globali hanno determinato una economia flessibile con profonde conseguenze sulle dinamiche occupazionali e sui percorsi lavorativi: il mercato del lavoro e divenuto sempre più fluido, i tragitti lavorativi sempre più instabili e privi di una prospettiva a lungo termine.

 

In questo scenario ai Servizi pubblici per il lavoro è stato via via chiesto di essere in grado di sostenere l'intera carriera lavorativa delle persone, ricoprire un ruolo più attivo nella riduzione della dipendenza dalle prestazioni di disoccupazione, contribuire a determinare il superamento dalla dicotomia "disoccupazione-occupazione" per affermare il paradigma della transizione positiva da una condizione all’altra. Permangono disfunzioni e ritardi che ostacolano l’esercizio, da parte dei servizi pubblici per il lavoro, di un ruolo di presidio operativo per garantire universalmente il diritto al lavoro e tengono vivo il dibattito sulla loro utilità.

 

La strategia di recupero del ruolo dei servizi pubblici per il lavoro come presidio operativo per garantire universalmente il diritto al lavoro deve essere centrata sulla piena valorizzazione delle risorse e della strumentazione normativa, organizzativa e metodologica disponibile:

  • per affermare il senso di una politica nazionale e appianare le differenze in termini di qualità ed efficienza tra le varie aree del Paese occorre ricomporre il ciclo decidere/programmare/pianificare/gestire, attraverso l’adozione di modelli di management per obiettivi, puntualmente misurabili e strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi occupazionali definiti a livello nazionale e regionale e ai target occupazionali identificati da Europa 2020, incidendo al contempo sul miglioramento della capacita amministrativa e, quindi, di utilizzo dei fondi europei;
  • per ottimizzare l’azione dei servizi pubblici e i suoi esiti, agendo al contempo sulla problematica del sottodimensionamento dell’organico dei CPI, occorre fornire servizi personalizzati – a partire dalla conoscenza del profilo della persona e dai fabbisogni che essa esprime - e ridurre il mismatch con la domanda di lavoro e occorre al contempo superare la logica della “presa in carico” universale, puntando su metodologie di attivazione e riservando la presa in carico solo ai lavoratori per i quali se ne rilevi l’effettiva necessita;
  • per finalizzare al meglio i servizi erogati occorre che l’orientamento e lo scouting delle opportunità occupazionali siano guidati da una profonda conoscenza dei mercati del lavoro e delle loro evoluzioni da parte degli operatori, acquisita attraverso il pieno utilizzo dei sistemi e delle fonti informative disponibili;
  • per garantire servizi universali occorre moltiplicare nei fatti i canali di ricerca e specializzazione dei servizi, attraverso la partecipazione organizzata di tutti gli attori alla loro erogazione.

 

Il tutto anche in una logica di risparmio e di recupero degli squilibri profondi che caratterizzano la nostra spesa sociale, oggi ancor più che in passato, in considerazione delle novità previste, in materia di ammortizzatori sociali, dal decreto legislativo - Disposizioni in materia di nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) - nonché di prestazioni ulteriori di sostegno al reddito. L’efficacia, in termini di esiti occupazionali, delle politiche attive erogate ai lavoratori espulsi o a rischio di espulsione dai processi produttivi, percettori di ammortizzatori sociali e, di conseguenza, la sostenibilità sociale e finanziaria del nostro sistema di tutele, dipenderà anche dalla capacita di adottare un approccio integrato alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, che faccia convergere tutti gli attori del sistema dei servizi per il lavoro sull’obiettivo di superare l’approccio autoreferenziale e di mero adempimento che troppo spesso ancora caratterizza i servizi di politica attiva che vengono erogati, orientando detti servizi alla tempestiva ricollocazione o reintegro del lavoratore.

 

Si tratta, in altre parole, di agire sul presidio dei contesti e delle situazioni di crisi da parte degli operatori, sui contenuti, sul metodo e sulle finalità dei colloqui di orientamento, dei percorsi formativi, dei servizi di incrocio domanda/offerta, orientandoli in maniera decisa in direzione dei fabbisogni di professionalità del mercato del lavoro, cosi come determinati dalle caratteristiche del sistema imprenditoriale locale, dalle traiettorie di sviluppo in corso e da quelle programmate e incentivate a livello nazionale e locale, dai processi di ristrutturazione, riconversione, reindustrializzazione che coinvolgono imprese o settori produttivi. Il posizionamento delle politiche attive dovrà avvenire, con il concorso di tutti gli attori coinvolti (Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico, Regioni, Azienda,) nel luogo più prossimo all’evento che determina la concessione dell’ammortizzatore sociale, affinché si crei la necessaria connessione fra i contenuti dei servizi di politica attiva da erogare ai lavoratori che vanno a percepire ammortizzatori sociali e i piani di riconversione e ristrutturazione aziendale, gli eventuali piani di reindustrializzazione, i programmi di rilancio della competitività del sistema imprenditoriale locale.

 

 

Obiettivo, linee di azione e target
L’obiettivo del Progetto e garantire che i giovani e i lavoratori espulsi dai processi produttivi siano raggiunti  sistematicamente da politiche e servizi di welfare to work adeguati a sostenerne il tempestivo inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro. E quindi contribuire a rendere esigibile, in tutto il territorio nazionale, il diritto a ricevere adeguati servizi per l’inserimento, la ricollocazione o il reinserimento lavorativo, attraverso:

 

  • un sistema di servizi pubblici per il lavoro in grado di superare lo skills mismatch e promuovere l’incontro domanda/offerta di lavoro, esercitando il ruolo di drivers delle politiche attive del lavoro, di moderne agenzie di governo e gestione delle transizioni dei lavoratori e delle imprese, di connettori di opportunità;
  • la gestione integrata degli impatti occupazionali delle crisi aziendali e occupazionali a salvaguardia della ricollocazione e del reinserimento lavorativo di lavoratori espulsi o a rischio di espulsione dai processi produttivi.

 

L’intervento si struttura su tre linee di intervento:

  1. Linea di Coordinamento Generale;
  2. Potenziamento della capacita dei servizi per l’impiego di superare lo skills mismatch, di far incontrare domanda e offerta di lavoro e di adempiere al proprio ruolo di drivers delle politiche attive del lavoro
  3. Supporto alla gestione di interventi di ricollocazione e reinserimento lavorativo dei lavoratori adulti.

 

Linea di Coordinamento Generale (Linea di intervento n.1) Ricomprende tutte le attività attinenti il processo decisionale e le relazioni con gli stakeholders nei vari momenti del ciclo di vita e a vari livelli dell’organizzazione. Nelle fasi di avvio, definisce i criteri con cui i progetti debbono essere gestiti sulla base degli indirizzi aziendali e delle specifiche esigenze del committente. La governance di progetto recepisce tali politiche e le traduce in un quadro di riferimento entro il quale sarà gestito il progetto. Nelle fasi di realizzative la linea di coordinamento provvede all’aggiornamento di attività e requisiti sulla base delle eventuale mutamento delle condizioni attuative;

 

Linea di intervento n.2 - Potenziamento della capacità dei servizi per l’impiego di superare lo skills mismatch, di far incontrare domanda e offerta di lavoro e di adempiere al proprio ruolo di drivers delle politiche attive del lavoro. La linea si propone di realizzare i risultati di:

 

  • facilitare l’utilizzo da parte degli organismi gestori dei Centri per l'Impiego di metodologie e strumenti di project management per la definizione e la verifica degli obiettivi dei Centri per l'Impiego, funzionali all'attuazione delle disposizioni del Jobs Act e dei relativi decreti attuativi, della normativa e delle politiche nazionali e regionali attraverso il supporto alle Regioni/Province autonome e/o agli organismi che gestiscono i Centri per l'Impiego, nell’elaborazione e condivisione di 40 Piani di gestione attuativa (20 all'anno) per il re-inserimento dei lavoratori percettori, espulsi dai processi produttivi, e dei giovani, target della Garanzia Giovani, che definiscano obiettivi e attività dei Centri per l'Impiego in funzione dell’attuazione delle disposizioni del Jobs Act e dei relativi decreti attuativi, della normativa e delle politiche nazionali e regionali;
  • permettere al 100% dei Centri per l'Impiego di pianificare e organizzare i propri obiettivi e attività utilizzando metodologie e strumenti di project management e in coerenza con quanto disposto da Jobs Act e relativi decreti attuativi, normativa e politiche nazionali e regionali attraverso il supporto alle regioni e/o organismi che gestiscono i Centri per l'Impiego nel trasferimento ai responsabili dei Centri per l'Impiego di quanto previsto dai Piani di gestione attuativa e degli strumenti di project management utili alla loro gestione e il supporto per l'impiego nella elaborazione e attivazione di Piani operativi annuali che, sulla base dei Piani di gestione attuativa, declinino per ciascun Centro per l’Impiego, obiettivi operativi, attività, risultati, tempi di erogazione, dimensione organizzativa, in coerenza con quanto previsto dai Piani di gestione attuativa;
  • garantire che il 100% dei Centri per l'Impiego dispongano di metodologie e strumenti per l'inserimento-reinserimento lavorativo dei giovani target della Garanzia Giovani e dei lavoratori percettori espulsi dai processi produttivi e per l'efficace scouting delle opportunità attraverso l’elaborazione di un set di metodologie e strumenti (anche di tipo informativo/tecnologico) per l'inserimento-reinserimento lavorativo dei giovani target della Garanzia Giovani e dei lavoratori percettori espulsi dai processi produttivi, basati sulla personalizzazione del servizio, sulla attivazione della persona e orientati da una profonda conoscenza dei mercati del lavoro e dei loro trend evolutivi; l’elaborazione di un set di metodologie e strumenti per l'efficace scouting delle opportunità; l’implementazione dei piani di trasferimento di metodologie e strumenti per l'inserimento-reinserimento lavorativo e per l'efficace scouting delle opportunità;
  • attivare il 100% dei giovani iscritti a Garanzia Giovani e in possesso dei requisiti e dei lavoratori percettori espulsi dai processi produttivi, mediante servizi di inserimento e reinserimento lavorativo, come previsto dal Jobs Act e dai relativi decreti attuativi, dalla normativa e dalle politiche nazionali e regionali mediante il supporto all'attivazione e al funzionamento, all'interno dei Centri per l'Impiego, di unità organizzative dedicate ai lavoratori percettori, espulsi dai processi produttivi (Sportelli di ricollocazione); il supporto all'attivazione e al funzionamento, all’interno dei Centri per l'Impiego, di unità organizzative dedicate ai giovani target della Garanzia Giovani (Youth Corner/Sportelli giovani), che operano per l’attuazione di servizi e misure previste dai Piani di Attuazione Regionale della Garanzia Giovani e per ottemperare agli obblighi sanciti dal nostro ordinamento (azione in continuità con Azione di sistema welfare to work 2012-14);
  • garantire che il 100% dei giovani iscritti a Garanzia Giovani (e in possesso dei requisiti) e dei lavoratori percettori espulsi dai processi produttivi siano destinatari di una opportunità (di occupazione, formazione, tirocinio ecc) mediante il supporto al 100% dei Centri per l'impiego nello sviluppo/potenziamento di un efficace sistema di scouting delle opportunità, basato sulla acquisizione costante delle conoscenze inerenti ai mercati del lavoro e ai loro trend evolutivi; il supporto agli organismi interessati nella elaborazione e gestione delle procedure di evidenza pubblica finalizzate alla attivazione, assegnazione ed erogazione dei contributi a supporto della ri-collocazione dei lavoratori (compresi i contributi assegnati dal Ministero del Lavoro alle Regioni nell’ambito dell’Azione di sistema Welfare to Work 2012-2014, prorogati al 30 giugno 2015, l’intervento Welfarma e l’intervento per la ricollocazione dei Manager, in caso di proroga e/o rifinanziamento);
  • garantire che il 100% dei Centri per l'Impiego rilevino periodicamente lo stato di realizzazione delle attività, anche al fine di una loro eventuale ridefinizione mediante il supporto alla rilevazione periodica, dello stato di realizzazione delle attività previste dai Piani operativi e del livello di conseguimento degli obiettivi previsti dai Piani di gestione attuativa nei Centri per l'impiego.


Linea di intervento n.3 - Supporto alla gestione di interventi di ricollocazione e reinserimento lavorativo dei lavoratori adulti. La linea si propone di realizzare i risultati di:

  • mettere a disposizione del Ministero del Lavoro e di 20 Regioni/Province autonome metodi, informazioni e dati utili ad una adeguata connessione fra politiche attive e passive nella gestione delle crisi aziendali e occupazionali mediante il supporto a 20 Regioni/Province autonome nella rilevazione sistematica dei trend occupazionali e il supporto al Ministero del Lavoro e a 20 Regioni/Province autonome nella rilevazione sistematica delle crisi aziendali e di settore, conclamate e potenziali, e della loro evoluzione;
  • offrire supporto alla programmazione e all’attivazione di interventi di politica attiva del lavoro dal Ministero del Lavoro e da 20 Regioni/Province autonome a supporto del reinserimento di lavoratori espulsi o rischio di espulsione, coinvolti in crisi aziendali e occupazionali mediante il supporto al Ministero del Lavoro e alle Regioni/Province autonome nella definizione e attivazione del 100% degli interventi di politica attiva a supporto della gestione delle crisi aziendali discusse a livello nazionale, integrando politiche del lavoro e politiche dello sviluppo; il supporto a 20 Regioni/Province autonome nella gestione delle crisi discusse a livello locale e nella programmazione delle politiche attive a supporto dei lavoratori percettori di misure di sostegno al reddito;
  • mettere a disposizione del Ministero del Lavoro e 20 Regioni/Province autonome metodi e strumenti di gestione delle procedure di concessione degli Ammortizzatori Sociali (AA.SS.).
 
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